Come e dove vendere i diamanti usati

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Come e dove vendere i diamanti usati

Un noto slogan di qualche annvendere diamantio fa ricorda che un diamante, teoricamente, ha una longevità infinita una volta acquistato. Questo è vero, pur tuttavia può capitare nel corso della vita, per diverse ragioni, di voler o dover vendere un diamante in proprio possesso. È bene dunque avere ben chiari i passi da compiere in questo senso, sapere a chi rivolgersi e quali criteri conoscere prima di approcciare alla fase di compravendita. Questi piccoli accorgimenti faranno la differenza, talvolta in maniera sostanziale, fra una buona trattativa e un cattivo affare, ove per “cattivo affare” si intenda chiaramente a vostro discapito.

Partiamo dalle basi: un diamante usato da vendere verrà valutato nella sua singolarità e unicità. Ciò significa, anche se appare quasi scontato specificarlo, che i criteri di prezzo che hanno portato all’acquisto della pietra non verranno considerati nella fase di ri-vendita, qualora quei criteri si basino sulla lavorazione del gioiello in cui la pietra è stata incastonata, il marchio di produzione/distribuzione del diamante e quant’altro.
In parole povere: un diamante ha valore per la sua individualità, prescindendo da qualsiasi altro fattore di contorno.

Diamanti certificati e diamanti non certificati

Ciò premesso, un diamante usato che si ha la necessità di vendere può avere una delle due connotazioni fondamentali: con certificato o senza certificato.
Inutile dire che un diamante dotato di regolare certificato rilasciato da un istituto gemmologico italiano o internazionale, favorirà di molto il processo di vendita della pietra. Niente paura però, anche un diamante privo di certificato può essere venduto, vedremo più avanti come procedere in questo senso.

Un diamante certificato recherà sull’apposita documentazione allegata tutte le caratteristiche fondamentali, necessarie al fine di rendere trasparente, veloce e corretta la quotazione del gioiello. Parametri come le ben note quattro C, quindi il taglio, la purezza, il colore e la caratura faranno una differenza sostanziale nell’analisi di valore. Assieme a quanto precede, l’operatore incaricato di effettuare la valutazione soppeserà anche lo stato della pietra, le sue condizioni al netto e al lordo dell’utilizzo, e di conseguenza le eventuali abrasioni, l’usura, i danni e quant’altro possa presentarsi sulla superficie della gemma, anche se non visibile ad occhio nudo.

Anche un diamante non certificato viene sottoposto alla medesima ispezione, il problema, facilmente intuibile, è che in assenza di un attestato di autenticità, che al contempo rechi incontrovertibilmente anche le caratteristiche tecniche del prodotto, sarà compito del valutatore effettuare un’analisi dell’oggetto. Vien da sé che la quotazione potrebbe facilmente risentire dei criteri di valutazione dell’operatore, andando a discapito di chi vende, talvolta anche pesantemente.

Appare scontato ma importante ribadire che affidarsi ad una figura onesta diventi fondamentale, sia se si è in possesso di un diamante dotato di certificato che senza.

La quotazione del diamantediamanti-igi-anversa

Come detto, un diamante risente – nella quotazione finale – di tutti gli eventuali decrementi dovuti all’usura, all’utilizzo e all’eventuale
danneggiamento. Al netto di ciò e delle caratteristiche appurate del diamante, ivi compresa la caratura e quant’altro, generalmente la quotazione si aggira su un prezzo che corrisponde ad una forbice fra un terzo e un sesto rispetto al prezzo d’acquisto.
In buona sostanza, un diamante pagato 2000 Euro può arrivare ad essere venduto a 700 Euro, ma in presenza di danneggiamenti o variabili non calcolabili se non in presenza della pietra stessa, il prezzo può facilmente scendere a 400/500 Euro.
Stiamo parlando chiaramente di riferimenti orientativi, nella pratica la quotazione di un diamante si basa su analisi molto approfondite ed effettuate, nel migliore dei casi, da esperti del settore con un bagaglio d’esperienza derivante direttamente da occupazioni interne agli istituti gemmologici o similari.

A proposito di tali istituti, si tenga conto che sono diversi quelli accreditati al fine di un rilascio del certificato di autenticità del prodotto. Questa informazione diventa particolarmente utile nel caso in cui si è in possesso di un diamante senza certificato e si intende procurarsene uno prima di procedere alla vendita. I costi per questo tipo di operazione, peraltro, sono ormai piuttosto irrisori. Chiaramente andrà tenuto conto di tutti questi aspetti in funzione di quanto si intende ricavare dalla vendita della pietra.
Alcuni fra gli istituti, italiani ed internazionali, maggiormente riconosciuti nel settore sono IGI ITALIA, IGI ANVERSA, HRD e CISGEM. Nota bene: la durata di tali documentazioni si attesta generalmente a cinque anni, quindi anche se in possesso di un diamante certificato sarà bene, prima della vendita, appurarne l’effettiva validità.

In ultima istanza, per vendere un diamante è sempre bene suggerire di rivolgersi a diversi operatori al fine di ottenere quotazioni differenti da comparare, piuttosto che concentrarsi su un unico referente, e valutare quindi separatamente i riscontri ottenuti.

 

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